Pubblicato il 06/01/2020
ATTUALITÀ

Non è (più) la Rai: per il Tg1 l'Iran diventa sunnita e l'Arabia Saudita sciita



La gaffe del Tg1 Rai: l'Iran diventa sunnita e l'Arabia Saudita sciita.


di Giacomo Belvedere

La cartina dello scenario mediorientale, mostrata dal TG1 delle 20 del 4 gennaio, è imbarazzante. Mostra in verde, come Stati a maggioranza sunnita: l'Iraq, l'Iran e il Libano; in rosso, come Stati a maggioranza sciita, l'Arabia Saudita, l'Egitto, la Siria, la Turchia. Non occorre essere un esperto di islamistica per capire che i colori andrebbero invertiti. La cartina è smentita dall'audio del servizio, che ovviamente non definisce l'Iran uno stato sunnita e l'Arabia Saudita uno Stato sciita. E tuttavia si sa che di un servizio Tv restano e colpiscono di più le immagini. L'errore non è quindi veniale.

Ma non basta. Anche a voler correggere i colori (e dunque colorare correttamente in verde l'Arabia Saudita e in rosso l'Iran), si rimane perplessi, di fronte alla semplificazione (sunniti vs sciiti) e banalizzazione di un conflitto ben più complesso.
Non si rende ragione, per esempio, delle posizioni che Turchia, Arabia Saudita ed Egitto hanno nello scacchiere libico: dalla cartina sembrerebbero alleati, ma così non è.


E, se definire l'Iraq uno Stato sciita, è una forzatura passabile, classificare il Libano come uno Stato sciita è una svista colossale: in Libano vi sono diciotto confessioni religiose, di cui 12 musulmane (60%) e 6 cristiane (40%): gli sciiti sono il 34,1% della popolazione, i sunniti il 21,2%, i maroniti (cattolici) 23,4%, gli ortodossi 11,2%, i drusi il 7%. Assimilarlo a uno Stato sciita è dunque una grossolana semplificazione.


Ma, come le ciliege, una tira l'altra, ecco che la TGR Sicilia dà ieri, nell'edizione delle 14, la notizia che il drone, da cui è stato lanciato il missile che ha ucciso il generale iraniano Soleimani, sarebbe partito da Sigonella. Si sfuma – per la verità - il titolo con un “forse”. E si dà voce alle polemiche generate dall'“ipotesi” inquietante che il drone sarebbe venuto dalla base siciliana. La notizia c'è, ma è incompleta.


Sarebbe bastato un semplice controllo per smentire l'ipotesi come infondata. Il drone usato per uccidere il Soleimani è l'MQ-9 Predator B Reaper. Il suo raggio di azione è di 1850 km, con una velocità di crociera a pieno carico di circa 300 km orari. Ma non ha affatto l'autonomia necessaria per poter andare e tornare da Sigonella a Baghdad, né effettua voli con scalo.
Non è (più) la Rai...

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domenica, 19 Gennaio, 2020


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