Pubblicato il 30/11/2019
CRONACA

Mazzette Anas, altri 5 arresti, tra cui un imprenditore di Caltagirone. Nell'inchiesta anche i lavori per il Giro d'Italia



Arrestate 9 persone, di cui 4 già raggiunti in precedenza da misure restrittive, (6 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) indagate, in concorso, per corruzione perpetrata nell’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati all’A.N.A.S. SPA (Area Compartimentale di Catania) nonché nella sostituzione di barriere incidentate e nella manutenzione delle opere in verde lungo le medesime arterie.

Su delega della Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di 9 persone (6 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) indagate, in concorso, per corruzione perpetrata nell’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati all’A.N.A.S. SPA (Area Compartimentale di Catania) nonché nella sostituzione di barriere incidentate e nella manutenzione delle opere in verde lungo le medesime arterie.


L’odierno provvedimento è la terza misura adottata dal G.I.P. etneo, nell’ambito dell’Operazione “Buche d’Oro”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania, delegata e coordinata dalla Procura etnea che ha già portato all’emissione di 9 misure restrittive, al controllo di appalti per 4 milioni di euro e all’individuazione di profitti criminali per 500 mila euro. Nel caso specifico, oltre a far luce su nuovi fatti corruttivi che riguardano soggetti già raggiunti da precedenti misure cautelari (per l’A.N.A.S. trattasi di R. C. Contino, G. Panzica e G. Romano già ai domiciliari, destinatari odierni di analoga misura; per le imprese corruttrici, vi è Pietro Matteo Iacuzzo, rappresentante legale della “ISAP SRL” di Termini Imerese, già ai domiciliari e, da oggi, ristretto in carcere), si registra il coinvolgimento di ulteriori responsabili di corruzioni perpetrate nell’ultimo biennio.


Sono stati, infatti, tratti in arresto e condotti in carcere:

-       Giorgio Gugliotta (cl.1974), dipendente A.N.A.S., Capo Nucleo C del Centro di manutenzione D dell’Area Tecnica Compartimentale (diretta dal Geom. Contino che, a sua volta, nei casi incriminati, rispondeva all’Ing. ROMANO quale R.U.P.), competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: SS 114 Orientale Sicula (dal Km. 54,4 al Km. 92,022 e dal km 105,25 al km 130), SS114dir “Costa Saracena” (dal km 4,6 al km 12), SS 194 (Ragusana, dal km 0,3 al km 11,7);

-       Amedeo Perna (cl.1969), dipendente della “IFIR TECNOLOGIE STRADALI S.R.L.”, società commerciale esercente “costruzione di strade autostrade e piste aeroportuali”, con sede a Milano (MI), con un volume d’affari annuo di oltre un milione di euro;

-       Santo Orazio Torrisi (cl.1957), rappresentante legale della “SICILVERDE SRL”, impresa avente quale oggetto sociale la “cura e manutenzione del paesaggio, compresi parchi e giardini” con sede ad Aci S. Antonio (CT) e con un volume d’affari annuo superiore ai 2 milioni di euro;

-       Giuseppe Ciriacono (cl.1968), padre del rappresentante legale della “ITAL COSTRUZIONI GROUP SRL”, esercente “altre attività di costruzione e opere di ingegneria civile” con sede a Caltagirone (CT) e con un volume d’affari annuo di circa 500 mila euro;

-       Vincenzo            Baiamonte (cl.1966), già dipendente della “SAFE ROADS SRL”, esercente l’attività di “costruzioni edifici residenziali e non residenziali” con sede a Misilmeri (PA), con un volume d’affari annuo superiore ai 2 milioni di euro; Baiamonte risulta, dal 2019, dipendente della TRUSCELLI SALVATORE SRL”, avente quale oggetto sociale “altre attività di lavori specializzati di costruzione” con sede a Caltanissetta (CL), il cui rappresentante legale, Salvatore Truscelli, in data 18 ottobre u.s., è stato sottoposto agli arresti domiciliari quale imprenditore corruttore sorpreso dai Finanzieri a consegnare, tra l’altro, negli uffici dell’ANAS, una tangente di 10.000 euro in contanti.  


Le rapide e approfondite investigazioni condotte dai Finanzieri del Nucleo P.E.F. di Catania, sono state sviluppate attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali, accertamenti bancari, la disamina della documentazione amministrativa concernente i lavori oggetto di illecite dazioni nonché dal riscontro degli elementi desunti dagli interrogatori eseguiti, nel corso dei quali, più funzionari ANAS coinvolti hanno reso ampie confessioni.


La consistente mole indiziaria così emergente ha permesso di portare alla luce l’esecuzione fraudolenta o, in alcuni casi, la mancata esecuzione di opere previste nei capitolati di appalto. Le gare in questione, i cui bandi e la valutazione delle offerte, a seconda dell’entità dei lavori da affidare, erano a cura della Direzione Generale dell’ANAS o della struttura territoriale di coordinamento di Palermo, venivano aggiudicate anche con ribassi superiori al 50%.


Paradossalmente i lavori oggetto di illeciti scambi di utilità tra imprese e funzionari corrotti si concludevano in tempi rapidissimi in ragione dell’evidente necessità, per entrambe le parti, di incamerare quanto prima il profitto criminale derivante dalla parziale o totale inadempimento dei vincoli contrattuali fissati. Altro elemento concordante della piena sintonia esistente tra corrotti e corruttori è l’assenza di qualsiasi contenzioso: l’esecuzione degli appalti tracciati quali fonte di tangenti non vedeva quasi mai l’insorgere di contestazioni bensì il puntuale e celere rilascio della piena conformità a quanto commissionato così da velocizzare il più possibile il pagamento della pubblica amministrazione, nel caso di specie, vittima di un vero e proprio raggiro.    



I fatti corruttivi oggetto del provvedimento cautelare eseguito in data odierna mettono in luce nuove casistiche di lavori non eseguiti a regola d’arte sulle principali strade della Sicilia centro – orientale: non solo la mancata scarificazione dell’asfalto da rimuovere quale stratagemma per risparmiare oneri da tramutare in “mazzette” ma anche la mancata/parziale rimozione di barriere incidentate e/o inadeguate e il taglio di sterpaglie lungo le arterie innescano i già rodati e noti circuiti corruttivi. 


Nello specifico, una prima vicenda corruttiva vede quali corrotti il direttore dei lavori, Geom. Contino e i direttori operativi posti sotto la sua vigilanza, i Geometri Panzica e Gugliotta. L’appalto oggetto del patto corruttivo stretto con Amedeo Perna, dipendente della “I.F.I.R. TECNOLOGIE STRADALI S.R.L.”, concerne i lavori di “manutenzione ordinaria delle opere di sicurezza lungo le SS 114 Orientale Sicula, 194 Ragusana, 114dir Costa Saracena e 193 di Augusta” consistenti nella sostituzione di tratti di barriere incidentate o inadeguate con barriere nuove aventi le medesime caratteristiche tecniche. Il lavoro veniva aggiudicato con un ribasso del 25% a un importo netto di 150 mila euro, iniziato nell’aprile 2018, si è concluso nel febbraio 2019.


Secondo gli inquirenti, i funzionari ANAS corrotti avrebbero la registrazione in contabilità della sostituzione di barriere mai avvenuta; ciò, secondo quanto ricostruito dagli stessi pubblici ufficiali, poteva avvenire in quanto vi sarebbero state barriere di sicurezza in buone condizioni che non andavano sostituite. Il risparmio di costi a vantaggio dell’azienda aggiudicatrice era addirittura pari a circa 90.000 euro che avrebbero fruttato ai 3 funzionari un bottino di 30.000 euro. L’accordo però, per palesate difficoltà dell’impresa coinvolta, non si è concretizzato nella sua interezza, ma con la dazione di una sola tangente di 5.000 euro.


A rinforzare il patto criminale, interveniva un altro imprenditore – già noto in ANAS perché esecutore di diversi lavori – a fungere da garante a favore della “IFIR” per “assicurare” ai corrotti l’integrale pagamento della “mazzetta”. Quest’intervento permetteva all’impresa corruttrice di portare fino al termine il suo progetto illecito pur non essendo poi in grado di assolvere all’impegno criminale di corrispondere l’intera tangente pattuita di 30 mila euro.     


Una seconda vicenda corruttiva ha visto ancora gli stessi funzionari ANAS Catania appena citati (Contino, Panzica e Gugliotta) colludere con Santo Orazio Torrisi rappresentante legale della “SICILVERDE SRL” di Aci S. Antonio (CT). La prestazione d’opera oggetto di mercimonio rientra in un appalto aggiudicato per il servizio triennale di manutenzione ordinaria ricorrente delle opere in verde lungo le strade statali di competenza del Centro di Manutenzione D - ANAS sezione Compartimentale di Catania delle già succitate strade statali S.S. 193 – 114 – 114dir – 194, per l’importo complessivo di 665 mila euro, con un’associazione temporanea di imprese composta da società commerciali di Montepulciano (SI) e Calatafimi (TP). L’aggiudicazione dell’appalto, nel caso di specie, avviene addirittura con un ribasso di oltre il 50%. I lavori sono stati eseguiti, attraverso un nolo “a caldo”, dalla “SICILVERDE SRL”, il cui rappresentante legale Torrisi avrebbe corrotto gli infedeli funzionari ANAS, proponendo l’esecuzione di minori lavori di sfalcio di erbe, di potatura delle ceppaie e di mantenimento delle siepi spartitraffico nonché la mancata effettuazione di opere quali, ad esempio, la raccolta delle sterpaglie tagliate, comunque previste dal capitolato speciale d’appalto.


L’illecita economia sui lavori da effettuare – a diretto danno della pubblica amministrazione costretta a sperperare denaro pubblico per l’esecuzione di lavori mai prestati – fruttava ai funzionari corrotti una tangente complessiva di 10.000 euro in contanti ripartita tra i tre. Le dazioni criminali si registravano in corrispondenza del rilascio della certificazione, a cura del R.U.P., dello stato di avanzamento dei lavori. Uno degli ultimi versamenti, avvenuto a fine agosto di quest’anno, era esplicito oggetto di conversazione tra gli arrestati Contino e Panzica.