Pubblicato il 21/05/2019
AMBIENTE

Maxi sequestro di fauna selvatica in Sicilia orientale



La Sicilia è regione ambita per i prelievi di animali protetti tra cui proprio falconi ed Aquile del Bonelli. Nei primi sei giorni del mese di maggio, controllati dai Carabinieri del SOARDA un centinaio tra falchi ed aquile. Il prelievo dei piccoli dal nido per soddisfare il mercato dei rapaci è la prima e più grande minaccia per queste specie, a rischio di estinzione su tutto il territorio nazionale.


Fucili, reti per uccellagione, numerose persone denunciate: anche superprotetti uccelli rapaci tra la numerosa avifauna detenuta. Questi gli impressionanti risultati comunicati dal SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) a seguito dell'intervento repressivo condotto nei giorni scorsi nella Sicilia Orientale.

Fauna alla mercé dei trafficanti ora liberata grazie all'intervento dello speciale reparto dei Carabinieri intervenuto da Roma. Ad essere attenzionate sono state le province di Catania, Messina, Ragusa, Siracusa ed Enna.


La Sicilia è regione ambita per i prelievi di animali protetti tra cui proprio falconi ed Aquile del Bonelli. Nei primi sei giorni del mese di maggio, i Carabinieri del SOARDA avrebbero controllato un centinaio tra falchi ed aquile. Ad essere coinvolti nei controlli sarebbero anche taluni detentori di falchi trovati, in alcuni casi, non in regola con i documenti. Quattro, invece, sarebbero i rapaci sequestrati. A quanto sembra uno dei piccoli rapaci detenuti sarebbe stato rubato dal nido. Una volta sequestrato è stato reimmesso in natura facendolo "adottare" ad una coppia di Falchi Pellegrini. Ad una settimana dalla reimmissione, è risultato che i nuovi genitori avevano perfettamente accettato l'intruso, aggiuntosi ai tre fratelli naturali.


Il CABS, lo speciale nucleo di volontari esperti in antibracconaggio che operano in diversi paesi della UE, tra cui Malta, Francia, Cipro e la stessa Italia, ed il Libano, ringrazia il SOARDA e lancia l’allarme. "Se confermati tali risultati - riferisce Giovanni Malara, responsabile CABS per la Sicilia – si paleserebbe uno scenario niente affatto rassicurante tale da indurre maggiori e costanti controlli da parte di chi deputato in Sicilia. Non ci si stupisce – ha aggiunto Malara - se le popolazioni di falco Lanario sono in calo vertiginoso, per non parlare delle Aquile del Bonelli. Il prelievo dei piccoli dal nido per soddisfare il mercato dei rapaci è la prima e più grande minaccia per queste specie, a rischio di estinzione su tutto il territorio nazionale".


Il CABS tiene a sottolineare il suo sostegno in Sicilia al lavoro di sorveglianza dei nidi, messo in opera dai volontari del GTR (Gruppo Tutela Rapaci), grazie al cui impegno il furto dei nidiacei è diventato negli ultimi anni un fenomeno sempre più raro. Purtroppo, non ancora scomparso.

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martedi, 25 Giugno, 2019


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