Pubblicato il 28/01/2019
CRONACA

Sul Cara di Mineo le mani della mafia nigeriana: 16 arresti, 3 persone ricercate - VIDEO



Ai 19 indagati contestata l’associazione mafiosa. Il gruppo gestiva un giro di prostituzione e droga nelle piazze di spaccio di Catania, Caltagirone e Caltanissetta. Al gruppo si entrava con riti segreti che prevedono l’aspirante cultista beva il sangue di un Viking - il quale si taglia un dito con un rasoio o con pezzi di ossa, - secondo il principio del “blood for blood”.


All’alba del 23 settembre scorso, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso in data 21.1.2019, nei confronti di 19 persone, traendone  in arresto 16, in quanto gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso denominata “Vikings” o “Supreme Vikings Confraternity”, con l’aggravante dell’essere l’associazione armata; associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope; detenzione, trasporto e cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina e marijuana, con l’aggravante dell’aver commesso il reato avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso denominata “Vikings”; violenza sessuale aggravata.


Questi i 16 arrestati:

Ihugba William (cl.1988) tratto in arresto a presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Ewiarion Kingrney (cl.1997) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Eric Beauty (cl.1992) tratta in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Osokai Michael, (cl.1986) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Aghaulor Sunday (cl.1998) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Williams Stanley (cl.2000) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

WILLIAMS Famous (cl.1996) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Emmanuel Monday, (cl.1996), tratto in arresto ad Augusta (SR)

Aghie Sundaj (cl.1991) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Ozoemena Chukwuemera (cl.1992) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Oniovosa Samuel (cl.1997) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Okowe Fedelix, (cl.1990) tratto in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Benjamin Juliet (cl.1992) tratta in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Okorie Micheal (cl.1982) tratto in arresto a Catania

Iyekekpolor Osato (cl.1993) tratta in arresto presso il C.A.R.A di Mineo (CT)

Izedonmi Anthony Leonard, (cl.1991), tratto in arresto a Bergamo,

Tre destinatari del decreto di fermo di indiziato di delitto risultano irreperibili e sono attivamente ricercati.


Le indagini di tipo tecnico coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e avviate dalla Squadra Mobile - Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione nel mese di settembre, si sono avviate a seguito della denuncia sporta da un cittadino nigeriano, ospite del C.A.R.A. di Mineo (CT), per reiterate aggressioni e una rapina subita a opera di suoi connazionali presenti nel citato centro.


Dalle dichiarazioni rese, sono emersi numerosi dettagli sull’esistenza all’interno di quel centro di accoglienza di un gruppo di cittadini nigeriani appartenenti ad una confraternita di tipo cultista dedita ad attività criminali.

Le indagini hanno permesso di provare l’esistenza di un’organizzazione criminale transnazionale nigeriana di matrice cultista denominata “Vikings” o “Supreme Vikings Confraternity” (SVC), detta anche “NORSEMEN della Nigeria”, facente parte di un più ampio sodalizio radicato in Nigeria e diffuso in diversi stati europei ed extraeuropei, caratterizzato dalla presenza di una struttura organizzativa di carattere gerarchico, di organi deputati al coordinamento dei vari gruppi diffusi nel territorio dello stato italiano e al controllo del rispetto delle regole interne, nonché dalla presenza di ruoli e cariche aventi specifici poteri all’interno della compagine associativa.


Gli investigatori della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” hanno ricostruito struttura e ruoli del predetto sodalizio che risultava caratterizzato dalla suddivisione sul territorio italiano in gruppi, con competenza su specifiche porzioni del territorio. In particolare, gli indagati appartenevano tutti alla cellula denominata “CATACATA M.P. (ITALY SICILIY) - De Norsemen Kclub International”, operante a Catania e provincia, con base operativa presso il C.A.R.A. di Mineo (CT), dedita a commettere un numero indeterminato di delitti contro la persona, in materia di stupefacenti  di vario tipo (marijuana, cocaina e sostanze psicotrope) e contro il patrimonio, imponendo la propria egemonia sul territorio, opponendosi e scontrandosi con gruppi cultisti rivali al fine di assumere e conservare il predominio nell’ambito delle comunità straniere presenti all’interno di quel centro di accoglienza, creando un forte assoggettamento omertoso.


La struttura verticistica della predetta organizzazione criminale emergeva chiaramente dalle conversazioni captate nel corso dell’indagine, in particolare durante lo svolgimento di un importante incontro tra i sodali tenutosi a Catania.  

Le intercettazioni hanno permesso di registrare, in diretta, un rituale caratterizzato da canti che inneggiavano all’unità della confraternita durante il quale ciascun singolo appartenente esclamava “voglio essere Norseman”. Invero, dalla registrazione del rituale emergevano molti particolari del culto segreto: la peculiare forma di giuramento che sancisce in modo inequivocabile la fedeltà che è dovuta all’organizzazione e la ferocia degli appartenenti al gruppo, in base alla regola del “Baga kills baga”, secondo cui se un Viking fa del male ad altro sodale, la reazione può essere l’omicidio.


Al vertice della consorteria spicca la figura di Ihugba William alias “Unoma” o “Oyoma”, c.d. “FF” del gruppo dei “Vikings” in Italia, al quale è contestato il ruolo di promotore, e ritenuto capo supremo con potere di nomina dei capi (detti “executioner”) dei gruppi territoriali esistenti sul territorio nazionale. Il capo attuale del gruppo operante a Catania e provincia veniva individuato in Ewiarion Kingrney, detto “Jogodò” o “Geghedé”.


Tra gli altri indagati, emergevano Izedonmi Anthony Leonard, detto “Phyno” punto di collegamento con le altre cellule della medesima confraternita presenti sul territorio nazionale, il quale, trasferitosi in provincia di Bergamo, è stato costantemente monitorato sino alla data dell’esecuzione del provvedimento di fermo.

Portato alla luce anche un grave episodio di violenza sessuale di gruppo, perpetrato in danno di una giovane donna nigeriana dimorante presso il C.A.R.A. di Mineo (CT). In particolare, a seguito di quanto emerso dai servizi di intercettazione, personale della Squadra Mobile ricostruiva la violenza sessuale perpetrata da un indagato con la complicità di sodali, verificatasi nel mese di settembre 2018, violenza nel corso della quale gli aggressori, nel cuore della notte, facevano irruzione nell’alloggio della vittima e, armati di machete, minacciandola di morte, la violentavano ripetutamente.


Gli episodi di violenza, connotati da particolare ferocia, rispondevano alla logica criminale di imporre la forza di intimidazione del gruppo dei “Vikings” all’interno del centro, al fine di affermarne la supremazia, specialmente nei confronti dei gruppi cultisti antagonisti.

L’attività captativa ha documentato, inoltre, che gli affiliati all’organizzazione cultista dei “Vikings” erano dediti al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, gestendo un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, in entrata ed in uscita dal C.A.R.A., facendo diventare il centro di accoglienza un importante snodo per l’approvvigionamento dei pusher nigeriani presenti nelle piazze di spaccio di Catania, Caltagirone e Caltanissetta, provvedendo i sodali a curare il confezionamento, il trasporto e la consegna dello stupefacente.


In particolare, il collaboratore di giustizia nigeriano ha evidenziato il rituale del giuramento denominato “oath”, che prevede che l’aspirante cultista beva il sangue di un Viking - il quale si taglia un dito con un rasoio o con pezzi di ossa, - secondo il principio del “blood for blood”. Nel corso dell’esecuzione della misura restrittiva, all’interno delle abitazioni di taluni indagati, sono state rinvenute e sequestrate armi bianche, in particolare una mannaia e coltellacci, nonché dosi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e materiale per il confezionamento.   


Alla fase esecutiva hanno partecipato personale del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Polizia Scientifica, che ha fornito supporto tecnico, personale della Squadra Mobile di Bergamo, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, personale dei Commissariati di P.S. ed unità cinofila dell’U.P.G.S.P. della Questura di Catania, nonché contingenti di rinforzo del X Reparto Mobile di Catania.       

Espletate le formalità di rito, i soggetti fermati sono stati associati presso le case circondariale di  Catania - Bicocca, Siracusa, Messina e Bergamo a disposizione dell’A.G.

I G.I.P. di Caltagirone, Siracusa e Bergamo hanno convalidato il fermo ed applicato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di tutti i fermati.

Per quanto concerne le donne, il G.I.P. del Tribunale di Caltagirone ha stabilito che tale misura è valida sino all’indicazione da parte delle stesse o dei loro difensori di idoneo domicilio ove eseguire gli arresti domiciliari.

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