Pubblicato il 19/11/2018
CRONACA

“Operazione Gaming off line”, le mani della mafia sulle scommesse online: 35 arresti - VIDEO




Figura centrale il boss del clan Cappello-Carateddi, Salvatore Massimiliano Salvo, detto “Massimo ‘u carruzzeri”. Il volume di affari delle 20 agenzie di scommesse, dislocate sul territorio delle province di Catania, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa, sottoposte a sequestro è stato stimato in un milione di euro al mese.


Nella serata di sabato 17 novembre, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia - di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare emessa in data 17.11.2018 dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di 28 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti, tra cui l’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, la truffa aggravata ai danni dello Stato, il riciclaggio, l’intestazione fittizia di beni, nonché per il connesso reato-fine di truffa ai danni dello Stato in concorso con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p. per aver svolto una funzione strumentale ed agevolatrice nei confronti dell’associazione per delinquere di stampo mafioso denominata Cappello - Bonaccorsi, consentendone, in maniera determinante, l’infiltrazione e la connessa espansione nel settore dei giochi e delle scommesse on line.

Nei confronti di 7 ulteriori indagati che, in esecuzione del citato decreto di fermo emesso dalla Procura einea il 12.11.2018, sono stati catturati in territorio di Siracusa, a Ribera, a Messina, a Gela e a Vittoria i Giudici per le indagini preliminari territorialmente competenti hanno applicato, su conforme richiesta dei locali uffici di Procura, la misura della custodia cautelare in carcere.

 Con il medesimo provvedimento, il G.I.P. del Tribunale di Catania, ha convalidato il sequestro preventivo emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia in via d’urgenza, di 20 agenzie di scommesse/internet point, ricadenti nelle province di Catania, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa, taluni dei quali riconducibili ad indagati nei confronti dei quali non è stata avanzata richiesta di misura personale.

Il volume di affari delle 20 agenzie di scommesse, dislocate sul territorio delle province di Catania, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa, sottoposte a sequestro è stato stimato in un milione di euro al mese.

L’attività investigativa, sviluppatasi in un arco temporale che va da aprile 2016 a marzo 2017, è consistita essenzialmente nello svolgimento di indagini di tipo tecnico, corroborate da attività di tipo tradizionale e successivamente da accertamenti patrimoniali.

Il procedimento penale ha preso le mosse dal monitoraggio del clan Cappello-Carateddi e in primis del suo leader Salvatore Massimiliano Salvo, detto “Massimo ‘u carruzzeri”” e ha consentito di rilevare come Salvo avesse dimostrato interesse nei confronti di un nuovissimo, imponente ed efficace sistema criminoso finalizzato a consentire il massiccio reimpiego del denaro proveniente dalle attività criminali ascrivibili al clan Cappello - Bonaccorsi nel settore delle scommesse sportive on line, nonché l’incremento del capitale illecito attraverso le numerose agenzie che gestiscono, anche per conto del clan appena menzionato, il gaming on-line.

Le indagini, nate come naturale prosecuzione di quelle svolta dalla Squadra Mobile di Catania e dal Servizio centrale Operativo di Roma nei confronti di appartenenti al clan Cappello-Bonaccorsi e già sfociata nella nota operazione c.d. “Penelope”, si sono rivelate da subito particolarmente fruttuose ed innovative, in quanto hanno consentito di registrare alcune conversazioni dal tenore delle quali si è delineato in maniera chiara un articolato progetto di espansione, promanante da alcuni soggetti interni al clan Cappello, nel settore delle scommesse online, che prevedeva l’acquisizione nelle province di Ragusa e Siracusa di locali commerciali da adibire a sale scommesse sotto l’insegna “PlanetWin365”, nonché la commercializzazione di un software da installare presso sale di terzi che avrebbe consentito l’esercizio abusivo di scommesse, in quanto operativo sul .com  (illegale sul territorio italiano) in maniera parallela all’attività lecita, e quindi schermata dalla autorizzazione ottenuta dalla Planet di occuparsi delle scommesse on line esclusivamente attraverso l’estensione sul .it

Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo attestavano quindi l’esistenza di una consolidata organizzazione criminale dedita alla gestione di numerose agenzie di scommesse presenti sull’intero territorio siciliano che, sovente, sfruttavano la copertura legale fornita dal marchio “Planetwin365” e consentivano di focalizzare l’attenzione degli investigatori sulla figura di un imprenditore aretuseo, in possesso di rilevanti risorse finanziare e tecniche, identificato in LANZAFAME Fabio, il quale era attivamente collaborato - sotto il profilo tecnico-amministrativo - da una serie di soggetti, anch’essi tecnicamente attrezzati, per mantenere efficace il sistema occulto, parallelo a quello legale.

L’attività svolta dal predetto imprenditore presentava una duplice caratterizzazione, consentendo, da un lato, una pervicace infiltrazione nell’intero settore della raccolta del gioco attraverso cui assicurare, di fatto, una posizione di predominio alle famiglie mafiose rispetto agli operatori del circuito legale e, dall’altro, contribuendo in maniera determinante a rendere estremamente difficoltosa l’attività di controllo da parte degli organi istituzionali preposti, favorendo il reimpiego dei capitali illecitamente acquisiti, stante la perfetta sovrapponibilità del circuito legale con quello illegale.

Alla illecita acquisizione dei capitali riciclati nella suddetta attività imprenditoriale, si affiancava la continua opera di erosione del gettito fiscale dovuto allo Stato, stante la maggiore appetibilità dell’offerta del circuito illegale che, non essendo gravato dai costi di legalità, consentiva di realizzare vincite più facili e di maggiore importo.

Le indagini si sono incentrate, sugli intrecci venutisi a creare tra Fabio Lanzafame e Salvatore Massimiliano Salvo, figura apicale del clan mafioso Cappello - Bonaccorsi (in atto detenuto e sottoposto al regime di cui all’art. 41 bis O.P.) tali da garantire una capillare diffusione, sul territorio catanese ed in provincia, della rete illegale di raccolta scommesse concepita e realizzata dal Lanzafame.

In particolare, si fa riferimento alla rete operante su siti con estensione “.com” denominati, tra gli altri, “Futurebet, Futurebet2021, Future2bet2021, Betworld365, Betcom29, Betcom72”, mutevoli in ragione degli interventi di oscuramento da parte dell’Autorità amministrativa, non autorizzati dall’A.D.M., tutti operanti su server esteri (Malta, Austria, Inghilterra), utilizzati all’interno di sale scommesse, Internet point, C.E.D., C.T.D ed esercizi commerciali. Tali attività, in alcuni casi, erano fittiziamente intestate a soggetti compiacenti.

GLI ARRESTATI

1.         CASTIGLIA Giovanni Orazio (cl.1984), già detenuto, nei cui confronti il G.I.P. ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere;

 2.         D’AGATA Santo (cl.1973),  per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

3.         DI BELLA Andrea (cl.1991), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

4.         NANIA Francesco (cl.1976), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

5.         RUSSO Antonino (cl.1980), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

6.         TRUGLIO Salvatore (cl.1983), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

tutti già detenuti per questa causa in quanto sottoposti a fermo di indiziato di delitto su provvedimento di questo ufficio eseguito in data 14.11.2018 ed in data 16.11.2018 per RUSSO Antonino,

nonché nei confronti di:

7.         BOSCO Salvatore (cl.1985), pregiudicato, in atto già detenuto per altra causa, nei cui confronti il G.I.P. ha applicato la custodia cautelare in carcere;

8.         SALVO Salvatore Massimiliano (cl.1982) inteso “Massimo ‘u carruzzeri”, in atto detenuto in regime di cui all’art 41 bis O.P. per altra causa, nei cui confronti il G.I.P. ha applicato la custodia cautelare in carcere;

9.         BLANCO Santo (cl.1964), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

10.      BUCCERI Francesco (cl.1978), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

11.      CANIGLIA Domenico (cl.1971), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

12.      CASTIGLIA Orazio (cl.1963), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

13.      CAVALERI Angelo (cl.1944), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

14.      CAVALERI Ivano (cl.1977), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

15.      CONTE Christian (cl.1993), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

16.      CRALI William (cl.1989), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

17.      DI CIO Federico (cl.1977), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

18.      DI MAURO Tiziano (cl.1980), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

19.      GRECO Giuseppe (cl.1960), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

20.      GRECO Lorenzo (cl.1989), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

21.      GUASTA Antonino (cl.1973), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

22.      IANNELLI Massimo (cl.1965), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

23.      LIMA Luca (cl.1984), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

24.      LIZZOLI Alessandro Rosario (cl.1972), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

25.      MINUTOLA Giovanni (cl.1986), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

26.      NANIA Cristian (cl.1989), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

27.      STERZI Andrea (cl.1975), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari;

28.      TELA Giorgio (cl.1979), per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari,

Nei confronti dei 7 ulteriori indagati che, in esecuzione del citato decreto di fermo emesso dalla Procura etnea il 12.11.2018, sono stati catturati in territorio di Siracusa (CONTE Giovanni e IACONO Antonino), a Ribera (D’ANNA Gino e SALVAGGIO Pietro), a Messina (CIOFFI Davide), a Gela (SUSINO Angelo Antonio) e a Vittoria (DI PASQUALE Giovanni) i Giudici per le indagini preliminari territorialmente competenti hanno applicato, su conforme richiesta dei locali uffici di Procura, la misura della custodia cautelare in carcere.

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