Pubblicato il 28/08/2018
CRONACA

Catania Mafia: maxi retata: 9 arresti clan Assinnata – Santapaola e numerose perquisizioni



Sono oltre 100 i carabinieri del Comando Provinciale di Catania impegnati nell’operazione, che fa seguito all’operazione “The End”, che, nel febbraio del 2016 portò alla cattura nell’ambito di altri 14 soggetti del medesimo gruppo criminale “Assinnata” articolazione territoriale della famiglia mafiosa “Santapaola”, omaggiata nel dicembre 2015 dall’Inchino durante i festeggiamenti patronali in onore di S. Barbara a Paternò il 2 dicembre 2015.

Sono oltre 100 i carabinieri del Comando Provinciale di Catania, che, dalle prime ore del mattino, stanno eseguendo un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale etneo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 9 persone ritenute appartenenti al Gruppo “Assinnata”, quale articolazione territoriale della famiglia mafiosa “Santapaola”, ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, nonché di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, tentato omicidio ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e sviluppate dalla Compagnia di Paternò, hanno consentito di definire la posizione di predominio della famiglia Assinnata nell’ambito della criminalità organizzata locale quale articolazione territoriale della famiglia mafiosa “Santapaola” considerata una delle più ramificate e pericolose consorterie criminali operante nel catanese. Predominio evidenziato altresì dal segno di reverenza dell’inchino durante i festeggiamenti patronali in onore di S. Barbara a Paternò il 2 dicembre 2015.


VIDEO “INCHINO”


Gli investigatori, in prosecuzione dello sforzo investigativo che portò sempre in quell’area nel febbraio del 2016 alla cattura nell’ambito dell’operazione “The End” di altri 14 soggetti del medesimo gruppo criminale (per i delitti di associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico e spaccio di sostanze stupefacenti) hanno individuato gli assetti del sodalizio – capi e gregari -, riscontrando un diffuso condizionamento illecito dell’economia locale.

Le attività hanno altresì consentito di evidenziare il ruolo del responsabile del Gruppo il quale, al posto del padre ristretto in carcere, curava i rapporti con altri esponenti di notevole caratura delinquenziale.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la saletta della Procura della Repubblica, sita in viale XX settembre.

In aggiornamento


Gli arrestati sono:

1. Assinnata Domenico, di anni 28, attualmente ristretto presso casa circondariale di Siracusa;

2. Laudani erminio, di anni 49;

3. Laudani Gaetano, di anni 21;

4. Impellizzeri Marco, di anni 25;

5. Cannavò Samuele, di anni 21, attualmente ristretto presso casa circondariale di Siracusa;

6. Sciacca Marco Giuseppe, di anni 24;

7. Terranova Cristian, di anni 26;

8. Scuderi Ivan Gianfranco, di anni 24;

9. Sammartino Rosario, di anni 39.


L’operazione odierna, relativa ad indagini svolte dal Maggio 2015 al Luglio 2017 e convenzionalmente denominata “Assalto”, ha consentito di definire la posizione di predominio della famiglia “Assinnata” nell’ambito della criminalità organizzata locale, evidenziata dal segno di riverenza attribuito nel corso dei festeggiamenti patronali del 2 Dicembre 2015, mediante il classico dondolamento e “Inchino” dei portatori dei cerei dinanzi all’abitazione dello storico boss Salvatore Assinnata, padre di Domco.

Emerge  il ruolo del giovane Domenico Assinnata, che in assenza del padre Salvatore, era il reggente del clan, curando i rapporti con altri esponenti di notevole caratura delinqueziale.

Gli inquirenti hanno ricostruito il volume d’affari illegali del clan nel settore delle estorsioni ai danni di imprenditori dell’area di riferimento, in particolare nei confronti di una ditta di autonoleggio vittima di due distinti atti intimidatori. Nella prima occasione veniva data alle fiamme l’autovettura di proprietà del titolare, nella seconda invece veniva frantumata la vetrina e la porta di ingresso della ditta, nonostante fossero antisfondamento.

C’era una metodica organizzazione delle “piazze di spaccio”, in ordine ai canali e alle procedure di approvvigionamento e cessione degli stupefacenti (eroina, marijuana e hashish). Nel corso delle indagini sono stati arrestati infatti 12 spacciatori in flagranza di reato.


L’indagine, svolta a due anni dall’operazione “The End”, eseguita dalla Compagnia Carabinieri di Paternò il 24 Febbraio 2016, che portava alla cattura di 14 affiliati allo stesso clan Assinnata, evidenzia ancora una volta la vicinanza della Procura di Catania Direzione Distrettuale Antimafia e dell’Arma dei Carabinieri alla cittadinanza di Paternò e sottolinea altresì la serrata attività investigativa finalizzata a infrangere il muro d’omertà ancora presente nella provincia catanese.

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